Se tutti lavorassimo pensando al bene comune e comportandoci di conseguenza, gli uffici sarebbero il paradiso terrestre e Resistenza umana sarebbe inutile. Invece ogni azienda che si rispetti ha nel suo organico almeno un bandito.
Cosa fa il bandito?
Sabota, trama, boicotta, mette bastoni tra le ruote tutto il santo giorno. Pensa esclusivamente al proprio tornaconto e ha il terribile vizio di considerare gli altri né più né meno di una bella strada da asfaltare.
Il risultato?
Ovvio, disastri incalcolabili dovunque passi. Ma anche l’effetto collaterale che, alla fine, se tutto va a rotoli, viene travolto pure lui.
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Un bandito, ad esempio, è capace di mandare a monte quel contatto con quell’importante cliente, solo perché gli sta antipatico il collega che se ne sta occupando. Fa niente se, poi, quel cliente era davvero importante, l’azienda fallisce e licenziano pure lui. Un vero bandito, invece, di dire al capo che certe procedure non funzionano bene, preferisce sentirsi lodare per delle minuzie, per potersene andare tranquillo in ferie. Fa niente se quelle procedure erano davvero importanti, il lavoro si blocca e lui viene precettato tutto agosto… E così via.
E i banditi non sono mica solo al lavoro. A scuola, in famiglia, persino al bar sotto casa, dovunque ci sia qualcuno che tira esclusivamente acqua al suo mulino e finisce per distruggere tutti quelli che gli stanno intorno. Sé compreso.
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Un cretino? Un genio incompreso? Come riconoscerlo, come difendersene?
Iniziate a farvi un’idea leggendo i sei racconti di Banditi in azienda: c’è di che sbizzarrirsi! E raccontateci le vostre esperienze (sappiamo che ne avete) di banditismo aziendale.
23 Luglio 2008 · 1,797 visite · Nessun commento













