Un giorno un dipendente decise di mettersi ad osservare la realtà del suo ufficio; in particolare voleva comprendere quali azioni e quali comportamenti bisognava apprendere per poter divenire un buon capo. Così concentrò la sua attenzione su ogni mossa del suo superiore, lo guardò da vicino, nelle sue attitudini e nelle sue azioni, volle capire cosa lo rendeva così diverso da tutti gli altri. Si chiese:
Cosa devo fare per diventare come lui ?

Dopo mesi e mesi di attenta osservazione, il dipendente tirò le conclusioni e scrisse una illuminante poesia:
26 Settembre 2008 · 2,920 visite · 4 Commenti“Quando ci metti molto tempo, sei lento.
Quando il tuo capo ci mette molto tempo, è accurato.Quando non lo fai, sei pigro.
Quando il tuo capo non lo fa, è troppo occupato.Quando fai un errore, sei un idiota.
Quando il tuo capo fa un errore, anche lui è umano.Quando fai qualcosa senza che ti venga detto, è presunzione.
Quando il tuo capo fa la stessa cosa, è iniziativa.Quando ti impunti, è testardaggine.
Quando lo fa il tuo capo, è fermezza.Quando non osservi una regola di etichetta, sei maleducato.
Quando lo fa il tuo capo, è un tipo originale.Quando dài ragione al tuo capo, sei un leccapiedi.
Quando il tuo capo dà ragione al proprio capo, è collaborativo.Quando sei fuori ufficio, sei andato a spasso.
Quando il tuo capo è fuori ufficio, è per affari.Quando prendi un giorno di malattia, sei sempre ammalato.
Quando il tuo capo prende un giorno di malattia, deve stare veramente male.Quando prendi un giorno di permesso, sei andato a fare un colloquio.
Quando il tuo capo manca per un giorno, è perché lavora troppo.”
La segnalazione ci arriva dal Procione Gobbo, che ringraziamo sentitamente per questa pillola di saggezza!















