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Dubbi, in verità, ne avevamo pochi.
Con i ritmi ultrafrenetici del lavoro e le tonnellate di incombenze, scadenze, seccature che ci assediano in quel che resta della giornata, il tempo libero sta diventando un lusso. Sempre più ambito.
La conferma arriva da un sondaggio condotto dal mensile Focus e pubblicato nel numero di questo mese, secondo il quale oltre il 57 % degli italiani intervistati preferirebbe guadagnare di meno, ma avere più tempo da dedicare a se stessi.
Le attività più gettonate? In ordine di preferenza: la lettura, l’ascolto di musica, le uscite con gli amici o il partner, i viaggi, lo sport, o anche soltanto abbandonarsi all’ozio puro.
Eppure si fa presto a dire “tempo libero”. Siamo davvero sicuri di sapere che cos’è? E soprattutto sappiamo davvero usarlo?
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C‘è chi si è occupato della questione con rigore scientifico.
Come il professor Hansruedi Müller (nella foto), Direttore dell’Istituto di ricerca sul tempo libero e il turismo dell’Università di Berna. In un’intervista di qualche tempo fa (qui il link), il professor Müller svolge alcune riflessioni che val la pena di rispolverare.
Come ad esempio l’osservazione che l’idea che il “tempo libero” sia un concetto puramente negativo, tutto ciò che resta quando si sottrae dalle 24 ore il tempo del lavoro, è un errore bello e buono. Il vero tempo libero, piuttosto, è quello in cui siamo davvero padroni del tempo e delle attività che svolgiamo. Meglio dunque parlare di “tempo disponibile”.
La precisazione non è così accademica come potrebbe sembrare. In effetti, osserva Müller, malgrado la quota complessiva di “tempo libero” nella nostra società sia in costante aumento, in realtà il nostro “tempo disponibile” diminuisce inesorabilmente.
E la colpa è nella maggior parte dei casi del modo in cui lo usiamo e lo viviamo. Siamo a tal punto ostaggi delle nostre attività del tempo libero, spiega Müller, che spesso l’arrivare troppo tardi ad un allenamento o ad una manifestazione culturale ha conseguenze più gravi che arrivare in ritardo al lavoro.
Come se, in realtà, la logica del lavoro non ci abbandonasse mai, neppure quando vorremmo, con tutte le buone intenzioni, lasciarcela alle spalle.
E voi Resistenti, vorreste avere più tempo libero? E, soprattutto, riuscite a viverlo con soddisfazione? Dite la vostra!
Postato da IoResisto.
14 Aprile 2008 · 2,145 visite · 3 Commenti














