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Precari di Lusso

Si può essere precari e felici di esserlo? La risposta che verrebbe naturale a molti di noi è “NO!”, eppure la storia che vi proponiamo oggi, raccontataci da Helga Ogliari e tratta dal suo blog “La mia Carriera“, sembra dirci il contrario…

Martedì mentre ero in vaggio per Busto Arsizio dove avrei tenuto un corso ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere a Radio 101 con Laura Basile e Vladimir Luxuria. Parlavano di precari ed io ho mandato un messaggio (ovviamente prima mi sono fermata) dicendo: sono una precaria di lusso.

La cosa ha incuriosito la redazione che mi ha subito proposto di andare in onda. In che senso precaria di lusso?” mi hanno chiesto.

Da un lato perché “fa figo” dire che sono una consulente di carriera, dall’altro lato perché io, a differenza della ragazza che lavora in un call center intervistata prima di me, svolgo un lavoro che mi appassiona veramente. Mi piace a tal punto da essere entrata nel mondo dei precari. Già perché per me la data di scadenza del contratto è sempre alle porte. Ogni giorno devo cercarmi un nuovo lavoro, nuovi clienti, ogni giorno sono messa alla prova e non nascondo che a volte un po’ di stanchezza e scoramento si fanno sentire. Accade soprattutto quando la mia passione prevale sullo spirito commerciale e mi porta a dispensare consulenze gratis a gente che non riconosce il valore del tempo e delle competenze altrui, vampirizzandone le energie. E la cosa più frustrante che ti dicono anche “brava, grazie, ottimo consiglio!”, peccato che la cassiera dell’Esselunga quando faccio la spesa non si accontenta del “Brava!”

Ecco il lato B dei precari di “lusso”. Perdonate, oggi giornata di sfogo!

 

24 Marzo 2010  ·  327 visite · Nessun commento
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